Oggi per tutti noi è stato amaro apprendere come la nostra dirigenza scolastica abbia voluto reazionariamente punirci per l’occupazione di Giovevì col loro rifiuto di concederci l’assemblea d’Istituto, dove viene formulata l’accusa di vandalismo durante il suddetto evento stesso e che altro non può essere, secondo come la penso io, che un pretesto bello e buono per mettere in atto un provvedimento punitivo.
Ora io voglio dirvi quale sia questo atto di vandalismo, cosa che la circolare non citava:
Un’armadietto al piano superiore è stato trovato scassinato e si presume che sia stato rubato qualcosa. Inoltre qualcuno ha giocato a pallone.
Prima un doveroso coglione a chi ha giocato a pallone; secondo, una difesa dall’accusa di vandalismo
*Via Roma è sempre aperta, chiunque in qualunque momento può entrare e fare quello che vuole;
*Il lucchetto, quindi, può essere stato rotto da gente anche esterna al corpo studentesco;
*Per non aggiungere, che essendo stato smarrito l’inventario, non sappiamo se davvero qualcosa sia stato rubato, per cui si presume;
Ora, punirci in modo così plaetale mi sembra una ripicca poco intelligente, ma i motivi sono chiari ed in parte comprensibili, anche se poco giustificabili. Cosa ci resta?
Ho sentito dire che la gente non entrerà. Ne avrebbe tutto il diritto, anche se la invito a non farlo, a evitare il muso a muso con i professori, perché tanto questo gesto è un gesto di debolezza nei loro confronti, se sono costretti a queste misure per tenerci a bada.
Frattanto invito il vigliacco scassinatore, se è tra i nostri, a farsi avanti ed assumersi le proprie responsabilità.